La canapa tessile: storia, produzione ed utilizzi


Quando si comprano dei capi d’abbigliamento, spesso la prima cosa che si fa è assicurarsi che essi siano realizzati con materiali specifici: alcuni preferiscono abiti in lana, altri in cotone, o ancora in lino, seta o realizzati nelle diverse fibre sintetiche, oggi molto note e apprezzate per le loro caratteristiche.

Chi vuole un tessuto fresco per l’estate punta spesso sul lino, chi preferisce l’eleganza cerca soprattutto capi di seta, gli sportivi fanno molto uso di tessuti tecnici che permettono la massima traspirazione. Tuttavia, è invece molto raro che qualcuno si interessi a quello che probabilmente è il tessuto più fresco, traspirante e resistente disponibile sul mercato del tessile: la canapa.


La canapa è una pianta molto versatile, che permette un ampio utilizzo in moltissimi settori, non solo quello dell’abbigliamento. Dall’industria della carta al mondo navale, dall’edilizia all’arredamento, la fibra di canapa ha rappresentato a lungo una vera e propria miniera d’oro per artigiani che operavano in campi molto differenti tra di loro.

La canapa come tessuto: un po’ di storia

In Italia la canapa tessile è stata utilizzata sin dai tempi antichi: le celebri Repubbliche marinare, ad esempio, usavano la fibra di canapa per realizzare vele resistenti per le proprie imbarcazioni. Ma anche nel settore domestico l’uso della canapa era molto comune, soprattutto nelle aree del centro Italia.

francobollo sulla canapa Italiana in Emilia Romagna
Un francobollo commemorativo del 1950 della canapa italiana

In Emilia Romagna, ad esempio, all’inizio del Novecento erano presenti oltre 45mila ettari di coltivazioni da canapa su un totale di 80mila ettari presenti in tutta Italia. Il declino della coltivazione della canapa coincide con l’aumento della produzione di nuove fibre, dapprima soprattutto cotone poi anche le innovative fibre sintetiche. Inoltre, anche la legislazione ha contribuito all’abbandono della canapa tessile: nel 1975, infatti, a causa di una serie di severe normative legate alla coltivazione della canapa, il settore andò completamente abbandonato.

Oggi, la canapa sta tornando a interessare molti produttori grazie anche ad una serie di cambiamenti nel sentire comune relativo all’uso di prodotti agricoli non alimentari. Va infatti specificato che alla base delle norme restrittive che hanno portato all’abbandono delle coltivazioni di canapa c’era la legge contro gli stupefacenti: la canapa tessile, infatti, è una specie di cannabis che, pur non avendo elevati contenuti in THC (il principio attivo che si trova nelle infiorescenze femminili della pianta) veniva comunque accomunata a quest’ultima e, pertanto, additata come droga.

L’adeguamento alle norme europee ha portato al ritorno di interesse verso la coltivazione della canapa, grazie anche a una serie di contributi volti proprio allo sviluppo di nuove ed innovative tecniche. Oggi, quindi, è di nuovo possibile trovare tessuti in fibra di canapa, che hanno da subito riscosso un grande successo.

Vestirsi nel rispetto dell’ambiente

L’importanza della canapa come fibra tessile è sempre stata molto elevata, tanto che questa pianta veniva indicata come oro verde, visto il guadagno che permetteva a quanti la lavoravano.

Ma come si realizza un tessuto di questo tipo? Alla base dei tessuti in canapa vi è la lunga fibra che si ricava dalla pianta e che è caratterizzata da una elevata resistenza sia agli strappi che all’usura e dalla particolarità di essere fresca in estate e di mantenere caldi in inverno. Per questo motivo, l’utilizzo dei tessuti in canapa garantisce un’ampia possibilità di utilizzo, sia per tessuti da arredamento che per abbigliamento.


Inoltre, la canapa garantisce una marcata resistenza ai raggi infrarossi e agli ultravioletti, proteggendo la pelle in maniera molto più elevata rispetto a qualsiasi altro tessuto.

Ancora, la fibra di canapa è completamente naturale, non necessitando questa pianta di fitofarmaci o altri prodotti chimici per la crescita. Infine, i tessuti in canapa presentano proprietà antibatteriche e antifungine, assicurando quindi la massima igiene e sicurezza anche per i più piccoli.

Le qualità di questa straordinaria pianta, però, non si limitano alle caratteristiche della fibra, ma partono proprio dalla coltivazione. A differenza del cotone, infatti, che necessita di un gran numero di diserbanti per crescere sano e rigoglioso, nonché un’elevata quantità di acqua, la canapa ha bisogno solo di un terreno in cui crescere e poca acqua, assicurando il pieno rispetto per l’ambiente circostante. E d’altro canto, in un’ottica di economia Made in Italy sicuramente l’uso della canapa per tessuti realizzati a Km 0 garantirebbe un ulteriore valore all’industria del tessile italiana.

La lavorazione della canapa tessile

La lavorazione della canapa per i tessuti è solo l’ultimo passaggio di una lunga serie di step che partono dalla semina alla raccolta, dalla sbattitura alla maceratura, dall’estrazione della fibra alla sua essiccazione, fino alla filatura e alla tessitura.

La raccolta partiva ad agosto e si approfittava del caldo estivo per facilitare l’essiccatura delle piante che venivano raccolte in fasci organizzati in maniera tale da rendere più semplice la caduta delle foglie. I passaggi successivi prevedevano una maceratura che durava circa una settimana e, successivamente, si passava all’estrazione della fibra che in passato veniva fatta soprattutto con strumenti artigianali ma che successivamente aveva aperto le porte anche a macchinari specifici che garantivano un’estrazione molto più rapida.

La fibra estratta veniva ulteriormente fatta seccare, pettinata e filata. Tutti questi passaggi prevedevano un gran numero di persone, alcune specializzate nelle diverse fasi, come il pettinaro o il cordaio: per ottenere un tessuto di canapa era necessaria una manodopera molto numerosa e anche oggi, nonostante l’uso di macchinari specifici, l’industria della canapa tessile necessita di un gran numero di operai.

Abbigliamento in canapa

Il sempre maggiore interesse verso l’ambiente e le scelte green effettuate da giovani e meno giovani hanno permesso un ritorno sempre più massivo dell’uso della fibra di canapa. Le prime apparizioni di questo tessuto nel mondo della moda e dell’abbigliamento sono state soprattutto le sacche ecologiche e le borse, realizzate in materiali grezzi, proprio per mettere in evidenza la particolarità del prodotto.


La canapa tessile: storia, produzione ed utilizzi
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Oggi, tuttavia, oltre ad esistere capi d’abbigliamento completamente in canapa, esistono moltissimi indumenti con percentuali miste, in particolare di canapa e lana per gli indumenti invernali. Si tratta di abiti facilmente acquistabili presso tutti i negozi ecologici o presso boutique specializzate nell’abbigliamento in canapa o, ancora, sugli e-commerce online.