In Italia si sta diffondendo progressivamente una maggiore sensibilizzazione sull’argomento della canapa. Demonizzata nel corso dell’ultimo secolo, ancora oggi molti italiani associano il termine canapa alle droghe e alle tossicodipendenze, alla morte.

Molti italiani dimenticano, o forse non sono mai venuti realmente a conoscenza, che con oltre 100.000 ettari l’Italia era seconda solamente alla Russia, negli anni ’30 e ’40, per quanto concerne la coltivazione di canapa. Per via dei suoi innumerevoli utilizzi, veniva chiamata oro verde d’Italia.

E lo scopo di Canapuglia, prima scuola itinerante per la coltivazione della canapa, è proprio quello di sensibilizzare tutte le piccole e grandi realtà agricole in Italia. Dopo i primi corsi tenuti in Puglia, l’associazione ha deciso di spostarsi in tutta Italia.

L’idea nasce dalla volontà di far conoscere a tutto il territorio nazionale le tecniche agronomiche per la coltivazione della canapa industriale. Si tratta di un vero e proprio percorso formativo, un corso di 5 ore rivolto non soltanto ai giovani, ma anche e soprattutto a coltivatori esperti che desiderano cimentarsi nella coltivazione di questa pianta. L’interesse tra i giovani è incrementato negli ultimi anni, e numerose sono le realtà che raccontano di piccole imprese in grado di dare un enorme contributo al rifiorire di quest’industria di settore.

Vengono fornite, infatti, tutte le competenze e le informazioni necessarie per l’avvio della coltivazione, nel rispetto delle norme nazionali ed europee vigenti. L’associazione, attraverso diversi materiali didattici, ha lo scopo di insegnare il metodo di semina e le tecniche colturali in tutte le loro fasi, al fine di favorire la coltivazione di questa pianta, la cui coltivazione nel 2016 ha interessato circa 4.000 ettari del territorio nazionale.

Fonte

Il docente, nonché fondatore dell’associazione Canapuglia, è Claudio Natile, relatore nella Commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati e membro del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.Grazie alla sua esperienza pluriennale si potrà garantire un corso mirato ed efficiente, al fine di incrementare la produzione di canapa ed evitare qualsiasi insuccesso.

Gli insuccessi delle piccole imprese agricole italiane legate al mondo della canapa sono stati causati nel corso degli ultimi anni proprio dalla sbagliata informazione e dalla scarsa conoscenza che si aveva riguardo le tecniche di coltura e la legislazione. Molte persone in Italia non conoscono approfonditamente la legge che disciplina il settore della canapa industriale.

Dal 2016, infatti, la legge prevede che è possibile coltivare canapa sul territorio italiano, utilizzando le sementi regolarmente registrate dall’Unione Europea e che contengano una percentuale massima di THC pari allo 0,2%. Inoltre non è necessaria alcuna autorizzazione per la coltivazione, gli unici obblighi da osservare sono la conservazione dei cartellini dei semi acquistati e delle fatture di acquisto, secondo quanto previsto dalla normativa vigente.


Le varietà di semi disponibili in Italia sono diverse, come la Carmagnola, la Fibranova e l’Eletta Campana, ma molte di esse possono essere esportate dalla Germania, dalla Francia e dall’Europa dell’Est. Tuttavia è sempre opportuno informarsi e consultare associazioni del settore, sia per quanto riguarda l’acquisto sia per le tecniche di coltivazione da seguire.

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Presentata in Italia la prima scuola della canapa
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