Come tutti sanno, gli usi della marijuana sono principalmente medici e ricreativi, il che comprende una vasta gamma di effetti positivi. Ma guardiamo l’altra faccia della medaglia: la marijuana può anche essere dannosa per i nostri corpi e per le nostre menti. Il tutto dipende dalla quantità e dalla qualità di Marijuana che si assume nel corso intero di una vita.

Perché siamo fatti quando fumiamo?

L’effetto proviene principalmente dalla sostanza chimica denominata tetraidrocannabinolo, noto anche come il mitico THC, che si trova all’interno di ciascun tipo di marijuana con percentuale e potenza variabile.

effetti della marijuana

Effetti Della Marijuana

La maggior parte degli effetti del THC ricade sul cervello, dove la sostanza chimica interagisce con i recettori, in particolare su cellule cerebrali chiamate “recettori cannibinoidi”. I nostri corpi, di natura, producono sostanze simili al THC, usate in funzioni cerebrali e in fasi di sviluppo. Il THC segue proprio gli effetti che vengono implementati in questi processi naturali, amplificandoli.

Probabilità di bloccare la formazione della memoria

Uno dei più diffusi effetti della marijuana è proprio questo. Il principio attivo della marijuana agisce sulla parte del cervello chiamata ippocampo, modificando le informazioni e il modo in cui esse vengono elaborate, influendo dunque sulla formazione delle memorie. Gli studi sugli animali hanno dimostrato che questo è particolarmente vero durante il periodo di sviluppo del cervello. Questo è anche stato un particolare punto di partenza per la formazione delle leggi nei paesi in cui la Marijuana è oggi legale, portando quest’ultime a vietarne l’uso per i ragazzi con età inferiore ai 21 anni.

Dopo prova a dare un’occhiata al perché amiamo la Marijuana quando abbiamo 20 anni.

Questo blocco di formazione della memoria può causare deterioramento cognitivo in età adulta se l’uso avviene durante l’adolescenza, almeno nei topi.
Strano ma vero: La Marijuana ha comunque dimostrato di rallentare la progressione della malattia di Alzheimer.

Il THC pasticcia con il vostro equilibrio

Cosa significa che tra gli effetti della Marijuana vi sia quello dello sbilanciamento dell’equilibrio? In particolare, il THC “fa casini” con aree cerebrali quali il cervelletto e la ganglia basale, che regolano l’equilibrio, la postura, la coordinazione, e il tempo di reazione. Quando queste aree del cervello sono disturbate, l’utente trova difficoltà nel camminare e nel parlare in modo corretto, effetti che avrete sicuramente notato nelle vostre serate più fattone 😀 Esso ha ripercussioni anche sulla capacità di guidare.

Il consumo di marijuana può aumentare il rischio di depressione

Sebbene non vi sia alcuna prova conclusiva che la marijuana renda i fumatori dei depressi (è anzi più probabile che le persone depresse usino Marijuana, noti i suoi effetti come anti-depressivo e stimolatore d’appetito in stati d’ansia e depressione), uno studio recente, condotto nei Paesi Bassi, ha rivelato che tra gli effetti del fumare cannabis vi sia l’aumento del rischio di depressione per i giovani che hanno una vulnerabilità genetica alla malattia mentale. Rischio che va via via scemando con l’aumentare dell’età, sempre dopo il periodo di sviluppo.

Intensa ansia, paura, diffidenza e panico sono effetti comuni

Un’indagine ha fatto notare che circa il 20-30 % dei consumatori di Marijuana reagisce con un intenso stato di ansia dopo l’assunzione di quest’ultima. Questo è uno degli effetti collaterali più comunemente diffusi.

I consumatori di marijuana potrebbero verificare psicosi

I consumatori di marijuana che hanno assunto dosi elevate di marijuana potrebbero manifestare delle psicosi acute, comprendendo la formazione di stati di allucinazione, deliri o perdita del senso di identità personale. Questi episodi possono essere correlati al legame che c’è tra l’uso di marijuana e le psicosi, ma sono comunque di più difficile diffusione tra la popolazione mondiale e sottoposte ancora ad accertamenti scientifici.

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Ma La Marijuana non è affatto male, ci fa anche sentire bene

Quando il THC colpisce le cellule cerebrali, fa rilasciare loro dopamina, una sostanza chimica cerebrale di benessere. Questa fa parte del “sistema di ricompensa” del cervello, ed è la stessa sostanza che ti fa sentire bene quando si fanno cose che assicurano la sopravvivenza di te stesso e della tua progenie. Come il mangiare o l’avere rapporti sessuali. Quando è eccitato con sostanze psicoattive, in particolare la Marijuana, il sistema di ricompensa crea sensazioni di euforia.
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La Marijuana controlla le crisi epilettiche

Tra gli effetti della Marijuana più importanti è da notare anche la sua influenza sulle crisi epilettiche. Infatti l’uso di marijuana può prevenire crisi epilettiche, secondo uno studio del 2003. Robert J. DeLorenzo, della Virginia Commonwealth University, ha somministrato estratto di marijuana e marijuana sintetica a ratti epilettici.

La Marijuana eliminava le convulsioni dai ratti per circa 10 ore. I cannabinoidi, così come il principio attivo della marijuana, il tetraidrocannabinolo (noto anche come il THC), controllano le convulsioni legandosi alle cellule cerebrali responsabili del controllo dell’eccitabilità e della regolazione del rilassamento.

La Marijuana tratta malattie croniche intestinali

I pazienti affetti da malattie infiammatorie croniche intestinali, come il morbo di Crohn e la colite ulcerosa, potrebbero beneficiare dell’uso di marijuana, come suggeriscono gli studi.

I ricercatori dell’università di Nottingham, nel 2010, hanno scoperto che i prodotti chimici della marijuana, tra cui il THC e il cannabidiolo (CBD), interagiscono con le cellule del corpo che svolgono un ruolo importante nella funzione intestinale e nelle risposte immunitarie.

I composti come il THC creati naturalmente dal corpo aumentano la permeabilità dell’intestino, consentendo ai batteri di entrare. D’altro canto, i cannabinoidi originati dall’uso di Marijuana bloccano questi cannabinoidi prodotti dal corpo, prevenendo che questa permeabilità progredisca e rendendo più stretti i legami fra cellule intestinali.

Il THC rallenta la progressione della malattia di Alzheimer.

Come detto prima, la Marijuana può essere in grado di rallentare la progressione della malattia di Alzheimer, come suggerisce uno studio condotto da Kim Janda dello Scripps Research Institute.

Lo studio del 2006 ha scoperto che il principio attivo della Marijuana rallenta la formazione di placche amiloidi bloccando l’enzima nel cervello che le produce. Queste placche sono la causa della morte delle cellule del cervello, e dunque la causa dell’Alzheimer.

Una sostanza chimica trovata nella Marijuana blocca la diffusione del cancro

Un prodotto chimico trovato nella marijuana, il CBD (cannabidiolo), previene la diffusione del cancro, riferendoci ai ricercatori del California Pacific Medical Center di San Francisco.

Il cannabidiolo ferma il cancro spegnendo un gene chiamato Id-1. Le cellule tumorali producono più copie di questo gene, superando il numero di cellule non cancerose, facilitandone la diffusione lungo il corpo.

I ricercatori hanno studiato in laboratorio cellule del cancro al seno che avevano alti livelli di presenza di Id-1, e hanno trattato la zona affetta con CBD. Dopo il trattamento le cellule avevano limitato notevolmente la produzione di Id-1, ed erano molto più innocue per quanto concerne la diffusione.

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