Gesù Cristo fu quasi certamente un consumatore di cannabis e un sostenitore delle proprietà benefiche dei suoi principi attivi.

Questo, in poche parole, è il risultato di uno studio effettuato diversi anni fa, per la precisione nel 2003, e pubblicato sulle pagine della rivista High Times, ripreso anche dal The Guardian

Secondo le ricerche di Chris Bennett, autore dell’articolo pubblicato su High Times con il titolo Was Jesus a Stoner?, l’incenso utilizzato da Gesù nelle cerimonie conteneva estratti di cannabis.

A corroborare queste affermazioni ci pensano anche altri studiosi come Carl Ruch, professore di mitologia classica all’Università di Boston, che ha ricordato il ruolo sicuro della cannabis nei cerimoniali della religione ebraica.

Guarigione dei due Ciechi di Gerico, XII secolo, cattedrale di Santa Maria Nuova, Monreale, Sicilia, Italia.

A parlarne per primo fu però Sula Benet, un’esperta polacca di etimologia che, nel 1936, indagò l’origine del termine cannabis, parlando di una derivazione sciita.

Gli studi di Bennett hanno smentito questo quadro, portando alla luce un’origine molto più antica del termine, presente nelle lingue semitiche fin dai tempi della redazione dell’Antico Testamento, tra le cui pagine, a suo avviso, si parlerebbe di canapa usata sia come incenso, sia come strumento inebriante.

Non ci sarebbe quindi da stupirsi della sua popolarità anche nei rituali dei primissimi cristiani, la cui spiritualità è legata a filo doppio al mondo ebraico.

Secondo Bennett, che cita diversi passi del Nuovo Testamento, Gesù avrebbe unto con olio di cannabis i suoi discepoli, incoraggiandoli a fare lo stesso con altre persone. Questa, secondo i suoi studi, sarebbe la causa dietro ai celebri miracoli di Gesù Cristo e alle straordinarie guarigioni di malattie degli occhi e della pelle menzionate più volte nei Vangeli.

Secondo le Sacre Scritture, inoltre, Gesù e i suoi discepoli utilizzavano l’olio per purificare coloro i quali ritenevano fossero posseduti dal demonio, eliminando sintomi fisici come le convulsioni, tipiche dell’epilessia. Diversi studi scientifici hanno dimostrato che l’olio di CBD, il metabolita non psicoattivo della cannabis, è molto efficace nel trattamento della suddetta patologia.

Bennett ha indagato il rapporto tra la figura di Gesù Cristo e la cannabis anche nel libro Sex, Drugs and Violence in the Bible, pubblicato nel 2001. Tra le sue pagine fa riferimento alla pianta nota con il termine aramaico di kaneh-bosma (קְנֵה-בֹשֶׂם, canna profumata) e utilizzata per la preparazione dell’olio santo, il cui processo è descritto nell’Antico Testamento, per la precisione in corrispondenza di Esodo 30: 22-23.

Secondo Bennett, non si tratta di un mix di olio di oliva, mirra, cannella e cassia. Secondo i suoi studi, la versione in questione sarebbe frutto di un errore compiuto nel corso della traduzione del Nuovo Testamento in greco. Dietro ai termini  kaneh-bosma, infatti, ci sarebbe la cannabis.

Concludiamo con un veloce riferimento al libro Speaking to God trough cannabis: A New Understanding of the Word of Christ. Scritto dallo psicanalista e professore di teologia all’Università di Boston Ralph Heinz, sottolinea come la maggior parte delle storie narrate tra le pagine della Bibbia narrino degli effetti allucinogeni della cannabis, che vanno dalla visione dell’angelo del Signore sul roveto ardente a quella di Yahweh in mezzo alle nuvole.

Anche secondo Heinz, molta della confusione relativa al ruolo della cannabis nelle vicende bibliche è dovuta agli errori di traduzione del termine kaneh-bosma.

Per approfondire: Did Jesus Heal With Cannabis? – CannabisCulture.com