L’utilizzo terapeutico della cannabis è da anni al centro dell’attenzione per via della sua efficacia. Argomento molto dibattuto e oggetto di diverse ricerche scientifiche internazionali, il ricorso alla cannabis per scopi terapeutici si è dimostrato valido in diversi casi.

Quali, per esempio? In primo piano possiamo trovare il trattamento della nausea in pazienti affetti da cancro. Sono diverse le ricerche che hanno portato alla luce come l’utilizzo della cannabis terapeutica sia in grado di minimizzare quello che è uno dei principali effetti collaterali della chemioterapia.

Uno studio effettuato in Gran Bretagna nel 2012 ha addirittura evidenziato l’efficacia della marijuana nell’uccisione delle cellule tumorali in pazienti affetti da leucemia.

Sempre più richieste, le terapie che prevedono l’utilizzo di cannabis si sono evolute molto negli ultimi anni, portando a una minimizzazione degli effetti collaterali, in particolare di quelli riguardanti l’apparato respiratorio. Come è stato possibile riuscirci? Grazie all’assunzione tramite un dispositivo chiamato vaporizzatore.

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Vaporizzare la cannabis terapeutica: i principali vantaggi

Perché vaporizzare è meglio che fumare quando si parla di cannabis terapeutica? Questa domanda può avere diverse risposte. Da ricordare innanzitutto è che, grazie ai vaporizzatori, è possibile inalare meno sostanze tossiche. I benefici, però, non si limitano a questo aspetto comunque molto importante.

I principi attivi della cannabis, come per esempio il cannabidiolo (CBD), agiscono molto di più se vaporizzati dal momento che non vengono intaccati dalla combustione. Facendo un confronto molto rapido, si può affermare che vaporizzando la cannabis è possibile sfruttare il 30% in più circa di principio attivo, con ovvi vantaggi nel trattamento di diverse patologie, come per esempio il dolore cronico.

Vaporizzazione vs fumo della cannabis: gli studi a favore della prima opzione

Per capire come mai è meglio vaporizzare la cannabis terapeutica piuttosto che fumarla niente è più efficace di un riferimento a qualche studio. In questi anni, come già detto, ne sono stati effettuati diversi.

·   Vaporizzazione come metodo sicuro per l’assunzione di THC: tenere sotto controllo gli effetti negativi del THC è uno degli obiettivi principali di chi assume cannabis terapeutica. La vaporizzazione può rivelarsi molto utile al proposito. I suoi effetti vantaggiosi sono stati indagati da uno studio effettuato nel 2007 da un’equipe di esperti attiva presso il San Francisco General Hospital di San Francisco. Il loro lavoro ha evidenziato come l’assunzione di cannabis terapeutica tramite vaporizzatore sia associabile a una minore concentrazione di monossido di carbonio nelle cellule del sangue.

·   Vaporizzazione e sintomi respiratori nei soggetti che assumono cannabis terapeutica: un altro studio interessante a favore dell’assunzione della cannabis terapeutica tramite vaporizzazione è stato effettuato sempre nel 2007 da esperti attivi presso la University of California e la University at Albany. Con il loro lavoro hanno indagato gli effetti respirattori auto riferiti su pazienti che erano passati dal fumo alla vaporizzazione della cannabis. I dati raccolti hanno suggerito che la vaporizzazione è in grado di diminuire sintomi fastidiosi come la tosse persistente e il catarro.

·      Gli effetti della vaporizzazione della cannabis sulla funzionalità polmonare: vediamo ora uno studio risalente al 2010, effettuato da un’equipe attiva presso la University at Albany. I risultati hanno portato in evidenza una miglior funzionalità polmonare nei soggetti che assumevano cannabis tramite vaporizzatore.

Le principali applicazione della cannabis terapeutica

La cannabis terapeutica può avere diverse applicazioni mediche. Tra le più indagate è possibile ricordare l’utilizzo nella cura del glaucoma. Non bisogna però dimenticare che la cannabis, grazie ai suoi principi attivi, può rivelarsi un eccellente antidolorifico e antinfiammatorio. Questo estende ampiamente i campi di applicazione terapeutica.

Il suo utilizzo può rivelarsi utile nel trattamento di patologie muscolari e infiammatorie, come per esempio l’artrite. Efficace quando si parla di protezione del sistema nervoso, la cannabis terapeutica  si può rivelare valida nella cura di ansia, depressione e di malattie degenerative come l’Alzheimer e il Parkinson.

L’elenco delle applicazioni non finisce certo qui! Grazie al THC, che agisce come analgesico, la cannabis terapeutica viene utilizzata contro l’emicrania e i dolori mestruali. Non agisce sulla causa scatenante, ma riesce ad attenuare fortemente i dolori.

Il THC ha anche un importantissimo ruolo miorilassante. Questo rende l’assunzione della cannabis terapeutica utile per contrastare gli spasmi muscolari, uno dei principali effetti collaterali della sclerosi multipla.

I cannabinoidi, infine, sono famosi per i loro effetti broncodilatatori, il che è molto utile per il trattamento dell’asma. In questi casi la vaporizzazione è una scelta obbligata, dal momento che chi soffre di asma non può assolutamente fumare.

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