Ad oggi sono numerosi gli utilizzi che vengono fatti della canapa all’interno dell’ambito strettamente medico e ospedaliero, pertanto non dovrebbe stupire eccessivamente lo scoprire che, di recente, numerose sono state le novità che attribuirebbero a tale pianta altri sorprendenti e portentosi effetti benefici.

Il cannabidiolo, sostanza nota anche con la sigla CBD, è capace di accelerare la ricostruzione delle cellule che aiutano le ossa a ripararsi.

Quanto detto è sostenuto da una tesi condotta e portata avanti da alcuni ricercatori che, per lunghi mesi, hanno operato all’interno di una delle più celebri università di Gerusalemme.

Gli studi che sono stati condotti in territorio israeliano, ad oggi, ancora non si sono interrotti e, infatti, gli stessi ricercatori continuano a mantenere frequenti scambi di informazioni con gli studiosi italiani ed europei.

La ricerca in questione ha coinvolto ben diciotto ricercatori di origini non solo israeliane ma anche svizzere e svedesi. Questi giovani studiosi hanno redatto un manoscritto, in seguito reso pubblico, nel quale spiegano e raccontano l’effetto benefico che, a detta loro, sarebbe legato unicamente alla presenza del CBD.

Il team di ricercatori, durante le numerose interviste che sono state rivolte loro, sottolineano più e più volte che la loro scoperta, avvenuta ormai quasi dieci anni fa, è stata di fondamentale importanza per accendere negli studiosi di tutto il mondo la curiosità circa le potenzialità della pianta della cannabis.

Gli studi, almeno inizialmente, sono stati condotti su alcuni roditori.

Gli scienziati hanno suddiviso i ratti in tre distinti gruppi e hanno concentrato il proprio intervento sui femori di tali animali. Durante i numerosi test che sono stati effettuati è stato possibile verificare ed osservare come il CBD abbia in gran parte contribuito a ristabilire le capacità meccaniche delle ossa fratturate. Durante lo stadio di guarigione e ripresa, che normalmente nei roditori dura circa otto settimane, si è verificato un notevole aumento della velocità con cui le fratture si sono ricomposte.

Il CBD, inoltre, ha altri effetti benefici. Esso infatti contribuisce ad aumentare le percentuali di sforzo necessarie affinché il tessuto osseo possa frantumarsi. In sostanza, in seguito al trattamento con il cannabidiolo, per provocare una frattura, è necessaria una percentuale di forza superiore del 15% rispetto a prima. I risultati conclusivi dello studio sono quindi assolutamente positivi e nulla vieta di pensare che molto, in realtà, sia ancora da scoprire. Quel che è noto però è che il cannabidiolo, oltre ad accelerare notevolmente il processo di ricomposizione delle fratture ossee, è utile anche per rallentare il processo che, inevitabilmente, con l’invecchiamento conduce al degrado dei tessuti del corpo umano. Adesso, il prossimo step che i ricercatori si prefissano di raggiungere, riguarda l’applicazione delle tecniche sperimentate sui roditori anche sugli esseri umani.

Ogni giorno sono numerosi i pazienti che si presentano in ospedale per curare fratture ossee, osteoporosi o altre numerose malattie degenerative che intaccano le ossa e che, se non curate, sono destinate a condizionare in maniera decisiva la mobilità del soggetto malato.

Se vuoi approfondire la tua conoscenza sugli utilizzi in ambito terapeutico del CBD  e dei cannabinoidi, puoi consultare queste fonti:

Il CBD velocizza la ricomposizione delle fratture ossee
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