Le foglie di marijuana sono psicoattive?

cosa fare delle foglie canapa?

Quando si parla delle foglie di marijuana, capita spesso di essere confusi in merito ai loro effetti psicoattivi. La prima cosa da dire a tal proposito è che sì, fumare la foglia d’erba può dare effetti psicoattivi. Per quale motivo? Per il semplice fatto che i cannabinoidi si trovano in tutta la pianta.

Pianta di cannabis: quali sono gli effetti?

Gli effetti psicoattivi della cannabis riguardano tutta la pianta, fatta eccezione per l’interno dei rami e per le radici: in tutte le altre parti troviamo i cannabinoidi. Per quanto riguarda le foglie, non sono tutte uguali, così come non sono uguali le quantità di cannabinoidi presenti.

Nella maggior parte dei casi si parla di piccole quantità, ovvero di una percentuale che oscilla tra lo 0 e il 4% di THC e CBD.

Esistono diverse tipologie di foglia di marijuana. Quelle più vicine ai fiori sono caratterizzate dalla presenza di tricomi, ossia delle microscopiche ghiandole che secernono particolari sostanze.

Un altro aspetto da considerare riguarda il fatto che, in molti casi, vengono trattate con concimi sconosciuti. Ecco perché, quando le si fuma, spesso ci si espone a dei rischi seri per la salute.

In linea di massima, quindi, è consigliabile evitare le piante di cui non si è a conoscenza del metodo di coltivazione.

Quante foglie servono per raggiungere effetti psicoattivi?

Per sperimentare effetti psicoattivi forti abbiamo bisogno di una grande quantità di foglie. Questo perché, come detto prima, le percentuali di THC e CBD raggiungono massimo il 4%.

Queste si differenziano anche a seconda della tipologia di pianta, ed ogni foglia contiene differenti tipologie di cannabinoidi.

Ecco perché, in generale, è difficile dire fino a che punto le foglie di cannabis possano dare effetti psicoattivi.

Come fumare e consumare al meglio le foglie di cannabis

Data questa doverosa premessa, non resta che illustrare qualche semplice consiglio per fumare in sicurezza le foglie di marijuana.

  • Utilizza un vaporizzatore: in linea di massima, la vaporizzazione è una scelta migliore rispetto al fumo. Questa peculiarità è data dalla possibilità di controllare la temperatura del vaporizzatore. Grazie ad essa, è possibile estrarre specifiche parti della materia vegetale senza bruciarle. Vaporizzando l’erba, inoltre, circa il 95% del vapore inalato è costituito da cannabinoidi e non da sostanze nocive come il catrame o altre sostanze cancerogene.
  • Prova gli alimenti a base di cannabis: Molto spesso i consumatori scelgono l’alimentazione come fonte di THC e CBD. Dobbiamo ricordare però una piccola particolarità. Quale di preciso? I cannabinoidi non vengono trasportati fino al sistema endocannadinoide dai polmoni, ma a svolgere questo compito, ci pensa il fegato: in questo modo assumiamo una quantità minore di CBD e THC. In poche parole, mangiare cannabis non è sempre l’idea migliore. L’unica eccezione a questa situazione è la cottura, che diventa ancora più vantaggiosa se si dispone di fiori di qualità.
  • Spazio agli estratti: un’altra idea per sfruttare al massimo gli effetti delle foglie di maria è… estrarre i cannabinoidi! Esistono diverse modalità per preparare estratti di cannabis. Una delle più efficaci è il ricorso al sistema Ice-o-Lator, uno strumento in grado di estrarre tutti i tricomi presenti sulle foglie e sui gambi. Fondamentale è ricordare che la quantità estratta sarà molto più esigua rispetto ai risultati ottenuti con i medesimi metodi sui fiori.

Differenze nelle foglie tra le varie sottospecie di canapa

Dopo questi consigli pratici, illustriamo le principali differenze nelle foglie tra le varie sottospecie di marijuana.

  • Cannabis sativa: in questo caso sono lunghe e sottili, caratterizzate quasi sempre da dentellature marcate. La loro colorazione è verde brillante, molto simile a quella del lime. In generale, le foglie sono molto rigogliose e caratterizzate dalla presenza di ampie distanze tra gli internodi. Il periodo di fioritura di questa varietà, originaria del continente africano, è più lungo rispetto a quello delle altre.
  • Cannabis indica: le foglie di questa varietà, che proviene da zone come l’Afghanistan e il Pakistan, sono molto ampie e abbastanza tozze e larghe. Risultano meno dentellate rispetto a quelle della cannabis sativa. Generalmente, il loro colore ricorda quello delle olive. Le foglie verde chiaro spesso indicano una carenza di principi attivi. La pianta, nella maggior parte dei casi, si sviluppa più in larghezza che in altezza.
  • Cannabis ruderalis: in questo caso, abbiamo a che fare con una varietà di erba poco conosciuta fino a qualche anno fa e caratterizzata da foglie più piccole rispetto a quelle di altre sottospecie e con dentellature visibili solo in parte. Le piante di questa varietà di cannabis hanno un ciclo di vita molto breve e crescono soprattutto in zone come la Russia e la Cina.
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